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Mostre fotografiche
presso Cineporto 2005
a cura del Centro Sperimentale di Fotografia.

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SERGIO FERRARIS- selezione foto

L'orrore e la memoria 60 anni dopo. Un viaggio
fotografico accompagnato dai testi di Primo Levi nel
luogo simbolo della follia nazista. Lo sterminio
pianificato di un popolo attuato con fredda
determinazione. L'azzeramento della dignità umana come
paradigma da esportare in un mondo in cui c'e posto
solo per la razza pura. Auschwitz sorse nei pressi del
villaggio polacco di Oswjecim per ordine di Himmler;
il campo vide transitare e poi morire circa un milione
e mezzo di deportati da ogni parte d'Europa e funzionò
a ritmi elevati sino a poco prima dello sgombero
avvenuto il 17 gennaio 1945. Gran parte dei deportati
furono costretti a seguire gli aguzzini in fuga per
essere smistati in altri campi all'interno della
Germania. Ben pochi ce la fecero. Quando le armate
russe fecero il loro ingresso ad Auschwitz il 27
gennaio 1945 trovarono in vita poche centinaia di
prigionieri ridotti pelle e ossa ma soprattutto
montagne di cadaveri che la folle catena di montaggio
nazista non fece in tempo ad incenerire. Alla fine la
storia ci ha consegnato queste cifre: sei milioni di
cittadini di religione ebraica morti nei lager. A
questi vanno aggiunti cinque milioni di prigionieri
politici e di altre etnie considerate "impure" anch'essi
inghiottiti dall'efficiente macchina di morte
nazista. Il totale degli italiani catturati dai
tedeschi con la correità dei fascisti di Salò dal
settembre del 1943, ammonta a quarantamila persone. Di
queste solo uno su dieci fecero ritorno a casa.

Sergio Ferraris e' fotogiornalista . Collabora con le più importanti testate italiane e straniere.
Svolge anche l'attività di insegnante di fotografia.