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Benin di Linda De Nobili


Benin di Linda De Nobili
La gioia del fotografare sta nel rapporto tra me e l’”altro”. Ciò che mi ispira è la dignità della lotta degli esseri umani nel costruire quotidianamente la speranza in una vita migliore.
Che sia la festa per la costruzione di un pozzo nella Savana nel nord del Benin, la documentazione di un’operazione di microcredito alle donne per finanziare attività commerciali, o i bimbi sottratti alla tratta degli schiavi o ancora i pescatori di un villaggio che lottano per il pesce raro a causa della pesca a strascico di multinazionali senza scrupoli, quello che più mi anima è il desiderio di partecipare alla “vita”, all’evento che accade e non ritorna, con quella mia presenza emotiva attenta, nello stesso tempo vicina e sufficientemente lontana, che l’uso della macchina fotografica mi permette.
Dal punto di vista stilistico la scelta di utilizzare come ottica quasi esclusivamente il grandangolo, anche per i primi piani, nasce dal desiderio di creare uno “sguardo penetrante” che entri dentro al personaggio da raccontare per coglierne gli aspetti più intimi, l’essenza, in un dialogo interiore cuore a cuore tra fotografo e persona fotografata.
Linda de’Nobili



il Profilo Denso dell’Ombra
Il Profilo Denso dell’Ombra è un progetto fotografico di ricerca creativa: un ” cammino a lunga percorrenza”, il proposito interiorizzato e maturato di verificare, studiare e raccontare fotograficamente una grande passione artistica profondamente sentita: l’opera scultorea.
La scultura è “evoluzione rinnovata” del momento creativo e, allo stesso tempo, “contrazione continua” del medesimo momento creativo.
Quell’ evoluzione ci viene restituita in un processo visivo che è costante ed inarrestabile, statico, eppure in continuo movimento; esso ha rappresentato il graduale crescere e divenire della materia, un divenire costretto in una forma “disegnata densa” dall’esercizio faticoso e manuale dell’artista.
E’ la memoria dell’incontro fra l’Inerte grezzo prodotto dalla Terra e la Sostanza creativa prodotta ed elaborata dall’Umano.
Sostanza mentale che si concretizza in definizione fisica, ma anche graduale e lenta affermazione dell’idea: una forma prematura che “diviene diventando”, l’intuizione di un qualcosa che sarà.
Quando penso alla scultura, al come interpretarla fotograficamente, penso all’idea di “suggerire un’Anima ad un qualcosa che un’Anima non possiede” ma, in realtà, il “protagonismo quasi umano” di molte presenze scultoree non è semplice protagonismo indotto dall’artista: le sculture sono per me “presenze umane silenti” in quanto espressioni di un Qualcosa che C’era, la sintesi astratta e fisica di un Qualcuno che Era e che continua ad Essere: Storie Antiche di Vite Lontane.
Così la mia rappresentazione fotografica dell’ Essere Scultoreo non può essere puramente descrittiva, ma estremamente personale ed interpretativa: una minimale rappresentazione visiva modulata dallo strumento fotografico: la conferma parziale di un’idea artistica sopravvissuta alla sua paternità creativa: il percorso visivo e simbolico della materia divenuta nel tempo e con il tempo, Profilo Denso di Luce ed Ombra.
A cura di Cristina Gradellini
Le foto d’interni sono state scattate a Berlino in alcuni musei della capitale tedesca (Pergamonmuseum e Altes Museum) .
Le foto in esterna in varie zone della stessa città.
Cristina Gradellini è nata nel 1966 e vive da qualche anno a Roma.
Da sempre interessata alla ricerca delle più intime rappresentazioni artistiche, si è avvicinata alla fotografia come sintesi e rappresentazione di una personale visione ed elaborazione dell’espressione creativa.
Nel dicembre 2006, dopo un viaggio in Portogallo, espone presso il Travel Concept Store L’Impiccione Viaggiatore, “Asimmetrie Lusitane” (Roma 7-26 dicembre 2006), il suo primo progetto fotografico.
Asimmetrie Lusitane è un percorso narrativo e figurativo attraverso linee ed ombre, geometrie e spazi disegnati dagli edifici e dalle strutture architettoniche. L’esposizione, dove il paesaggio costruito dall’uomo racconta se stesso pur nell’assenza dell’uomo, è replicata nel gennaio del 2007 presso il Linux Club di Roma (Roma, 14-20 gennaio 2007).
In aprile 2007, nell’ambito del “Fotografia Festival Internazionale di Roma”, l’autrice espone il suo secondo progetto fotografico: “Roma. Distrazioni Visibili” a cura di Giovanna De Rossi (Travel Concept Store L’Impiccione Viaggiatore, Roma, 6-15 aprile 2007). Ancora una volta l’inanimato sembra dominare in questo reportage atipico sulla capitale, ma il soggetto visivo e fotografico è filtrato attraverso i riflessi e le sagome disegnate sulle vetrate dei palazzi come a rendere più leggera e meno didascalica la prepotente consapevolezza visiva della città eterna.
La mostra “Roma. Distrazioni Visibili” è stata replicata nel luglio 2007 nell’ambito di “Cineporto 2007” (Cineporto, 6-23 luglio 2007). Sempre in quest’ultimo contesto, nell’ambito delle iniziative della Notte Bianca di Roma 2007, Cristina Gradellini partecipa alla Collettiva “La danzatrice”, proposta dal Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams di Roma (Cineporto, 8 settembre 2007).
Nel gennaio 2008, l’autrice partecipa alla Collettiva a tema libero esposta presso il Centro Infogiovani del XV Municipio della città di Roma e organizzata dal Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams di Roma.
Nel Febbraio 2008, con la mostra fotografica “Il Profilo Denso dell'Ombra”- Sintesi astratta e fisica di un Qualcuno che Era e che continua ad Essere - Cristina Gradellini espone al RE-Enacting Festival di Ferrara, primo Festival nazionale della Rievocazione storica. (9-10 Febbraio 2008. Area fieristica di Ferrara).
Nel Giugno 2008 realizza una serie di immagini fotografiche creative per conto di Tecnostruttura della Regioni, utilizzate ai fini editoriali nell’ambito della pubblicazione trimestrale QT – I quaderni di Tecnostruttura e nei relativi allegati.
Con la collettiva “ Ritratti”, organizzata e promossa dal Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams di Roma, dal 24 al 31 Ottobre 2008, l'artista espone presso la Libreria Bibli di Roma (Via dei Fienaroli 38 ).
Da quattro anni circa Cristina Gradellini frequenta il CSF-Centro Sperimentale di Fotografia l Adams di Roma.